Come scegliere i colori per le pareti della cucina?

Intervista a Massimo Caiazzo, esperto di colori.

A risponderci è un esperto d’eccezione: Massimo Caiazzo, Vicepresidente per l’Italia del Comitato Internazionale di IACC International Association of Color Consultants, la più antica associazione dei progettisti del colore. Ecco cosa ci ha raccontato il “re del colore“.

Quali consigli daresti a una persona che deve scegliere i colori della propria casa?

Innanzitutto è necessario valutare attentamente l’esposizione degli ambienti e considerare sempre le variazioni della luce naturale nel corso della giornata e delle stagioni. L’ideale è cercare di abbinare tonalità con diversi gradi di temperatura. Un rapporto bilanciato tra colore e luce (naturale e artificiale) è un fattore determinante per progettare ambienti armonici, facilitando le nostre azioni quotidiane. La luminosità è fondamentale anche nella percezione del volume di un ambiente: luci diffuse lo ampliano, mentre luci fioche lo riducono. Inoltre il clima cromatico di una stanza risulta più equilibrato se il colore del pavimento (che ci sostiene) è più scuro di quello delle pareti (che ci limitano). Infine non bisogna dimenticare che i colori sono strettamente legati alle funzioni e alle dimensioni degli spazi: la stessa combinazione produce effetti diversi se usata in soggiorno, in cucina, nel corridoio, in camera da letto o in bagno.

Qual è il colore migliore per le pareti della cucina?

I nostri sensi, pur essendo autonomi, non agiscono in maniera del tutto distaccata gli uni dagli altri: pensiamo a quelle situazioni in cui il contatto o la presenza di un odore o di un sapore evoca un’altra reazione sensoriale (la vista della frutta che viene percepita anche come sapore). Come dimostra Johannes Itten in uno dei numerosi esperimenti, il colore dell’ambiente può interferire con quello del cibo e di conseguenza con la percezione del suo sapore. Per questo meglio non eccedere con colori troppo connotati come il rosa (dal gusto dolce per antonomasia), il verde acido, la gamma dei viola (che olfattivamente evoca il profumo dei fiori) né tantomeno usare colori scuri in contrasto tonale, con saturazione e luminosità simile, come verde bottiglia e marrone che restituiscono la sensazione di gusto amaro, non sempre adatta in cucina.

In foto il modello Athena Marina di Berloni

E se la cucina è un ambiente unico con il soggiorno (un open space)?

Un colore va sempre messo in relazione a tutte le altre tonalità presenti in uno spazio. Per questo, non è sufficiente scegliere un colore direttamente dai campionari ma è necessario fare una prova (una campitura quadrata di circa 50 cm) sulla parete in cui andrà applicato. In linea generale, all’interno di un open space, consiglio toni chiari e brillanti perché consentono di ottenere l’atmosfera più adatta a ogni momento della giornata. Sicuramente è meglio evitare i colori troppo scuri poiché assorbono molta luce e ci fanno consumare più corrente elettrica, rendendo il clima cromatico pesante.

Quali sono le tonalità più adatte per creare un ambiente in cui inserire una cucina classica?

Generalmente, le tinte pastello calde sono associate a gradevoli sensazioni legate al gusto. Particolarmente adatti risultano il color burro, il cannella, il beige e l’avorio. L’abbinamento tra pervinca chiarissimo e avorio, per la sua vocazione a influire sulla percezione del tempo trascorso è particolarmente adatto ai luoghi in cui si preparano e si consumano cibi e bevande.

Photo Credits: Berloni

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